Una varietà particolarmente adatta alla produzione di spumanti.

Il vitigno Charvir è stato creato dall’incrocio tra due varietà resistenti: il Merzling e un altro vitigno sperimentale dell’Istituto di Friburgo. È stato registrato in Italia, nel Catalogo Nazionale delle varietà di vite nel 2020 ed è resistente alla peronospora e meno sensibile agli attacchi di oidio.
Il suo nome è la sintesi di due termini: “Char” che rimanda al vitigno Chardonnay e “vir”, verde in latino, vuole ricordare i riflessi verdi dei suoi acini.
La sua caratteristica principale, che lo fa ritenere un vitigno particolarmente adatto alla spumantizzazione, è quella di avere una importante struttura acida accompagnata da sapidità, struttura ed eleganza. I suoi profumi sono delicati e rimandano alla frutta.
Il suo grappolo è lungo (circa 20 centimetri), mediamente compatto e pesa circa 200 grammi. L’acino è sferico, relativamente piccolo e la buccia è di colore verde giallo.
Charvir è una varietà selezionata dall’Unità Genetica e miglioramento genetico della vite del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione trentina Edmund Mach, Fondazione che, insieme all’Associazione Vivaisti Viticoli Trentini – AVIT, ha costituito il CIVIT Consorzio Innovazione Vite che ha l’obiettivo di generare innovazione nel settore viticolo ponendosi come interlocutore tra il mondo della ricerca e quello della produzione.
CIVIT, nell’ambito delle sue attività, coordina il progetto V.E.Vi.R., progetto che ha portato all’iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà da vino di alcune varietà resistenti, le così dette varietà PIWI (acronimo di pilzwiderstandsfähige, termine tedesco che significa appunto "resistente ai funghi").
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